Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

A Madrid si riuniscono i musei del libro di tutta Europa

Enrico Bocciolesi

 

È giunto alla XVI edizione il Congreso Internacional sobre Museos del Libro, el Papel y la Imprenta (Congresso Internazionale sui Musei del Libro,della Carta e della Stampa) [Qui il programma completo con i nomi e dei relatori internazionali presenti nel convegno presso la BNE di Madrid <www.bne.es>], evento internazionale che ha riunito esperti museologi e librari di Spagna, Italia, Portogallo, Francia,Svizzera e Argentina, riunitisi dal 25 al 27 ottobre 2012 presso la BibliotecaNacional de Espana.

 

 

Conoscere l'invisibile attraverso il visibile e l'emergenza di luoghi privilegiati qualii Musei del Libro, solamente una decina in tutta Europa, sono stati il centro di indagine della lectio d'apertura tenuta da Maria Gregorio [Maria Gregorio, Imago libri: musei del libro in Europa, Milano,Sylvestre Bonnard, 2006.], responsabile del Centro di Documentazione e dellePubblicazioni ICOM Italia e referente internazionale dell'International Comittee for Literary and Composer Museums (ICLM).

Mostre temporanee o permanenti, soluzioni miste nelle esposizioni di testi a stampa,libri elettronici, musei della tipografia e contesti digitali sono stati il leitmotiv che ha scandito numerosi interventi, discussioni e ricerche. Quali differenze intercorrono tra la fruizione di una esposizione temporanea e una permanente, e quali strumentazioni devono essere utilizzate per garantire la presenza del libro come soggetto esposto? Musei del libro, della stampa o della rilegatura? Luoghi di vita, dimore storiche di autori e di pensatori che hanno condizionato le fasi di transizione del testo nelle sue manifestazioni cartacee, tattili e tipografiche oggi sono luoghi privilegiati per la conservazione dei materiali librari e bibliografici. Testi soggetti al trascorrere del tempo, tanto cronologico quanto atmosferico, subiscono le alterazioni del clima, sono vittime inconsapevoli di agenti batterici che ne corrodono la fisicità e ne sbiadiscono il contenuto, rendendo auspicabile la preventivazione della durabilità temporale di un libro e lo studio di materiali che possano garantirne o aumentarne la fruibilità futura.

 

 

Una serie di interventi dal punto di vista internazionale ha approfondito e anticipato risultati di ricerche in merito a realtà librarie non conosciute, sollevando perplessità sul futuro degli spazi e degli oggetti esposti in ambienti non adeguati. L'aspetto da indagare e promuovere nei nuovi luoghi, secondo molti degli esperti intervenuti, è quello emozionale, come esposto nelle relazioni di Anne-Hélène Rigogne della Bibliothèque Nationale de France e Inmaculada Corcho Gómez direttrice del Museo ABC di Madrid. Da simili posizioni emerge così la necessità di stimolare sensorialmente il fruitore alla consultazione e all'interesse verso le opere esposte. Empatia richiesta nel percorrere un sentiero che ha condizionato la storia della cultura che, a partire dalla data ufficialmente riconosciuta del 1455, quando la Bibbia a 42 linee ebbe la sua prima diffusione a stampa, si è venuta profondamente modificando, condizionata da quell'oggetto cartaceo e dallo sviluppo di strumentazioni, prima tipografiche poi tecnologiche in senso più ampio, ad esso connesse.

A Madrid si sono confrontati musei del libro e della carta, come nel caso di Fabriano e delle sue preziose filigrane, riguardo a libri che raccontano di musei, ma anche di esposizioni di libri, caratteri, attrezzatture di un'intera officina come quella di Giambattista Bodoni, ben illustrata dal direttore Andrea De Pasquale, che ha portato il museo parmense a livelli di eccellenza anche internazionale. Non vanno dimenticati, da ultimo, gli ex-libris conservati con cura negli spazi museali di Francia, Svizzera e Spagna, oggetto di discussione e dibattito scientifico.

 

 

Testi e immagini, illustrazioni di alto valore d'arte sono state proposte a corredo di ciascun intervento, tanto per il valore artistico che per quello storico che portano con sé. Opere figurative come contenuti testuali, raffigurazioni di matrici oramai disperse o usurate dal tempo e catalogazioni di punzoni che hanno segnato pagine di sapere. Dopo i musei della carta, del libro e del design, ampio spazio hanno avuto nel convegno madrileno i luoghi deputati alla raccolta, allo studio, alla catalogazione e alla didattica della stampa attraverso le macchine che l'hanno resa possibile, punto di incontro tra il sapere e il saper fare: protagonista è la tecnica tipografica, con tutti gli strumenti e i materiali necessari alla realizzazione del testo. Sforzo e obiettivo comune di tutti questi musei è quello di ricostruire il contesto del libro, valorizzandolo, scomponendolo, focalizzandosi sulla struttura paratestuale delle pagine, analizzandone l'aspetto tipografico, le legature, le pagine, le carte, le copertine. Limitare gli schermi, sempre più invadenti in spazi museali e amplificare la pragmaticità dell'esperienza conoscitiva cercando di parlare ai cinque sensi, quindi non limitarsi a singoli e sterili pannelli, ma puntare su materiali, spazi, luci e suoni, sulle strategie fisico-narrative per creare un percorso emozionante e rendere le sale accoglienti, vicine al visitatore.

Tutto ciò per un solo scopo: riportare il libro al centro dello sguardo del lettore, finalmente armato, dopo questa avventura suggestiva, di una nuova, consapevole conoscenza.