Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

I libri bianchi di Lorenzo Perrone

di Eli Genuizzi Sassoli De’ Bianchi

 

l?artista milanese Lorenzo Perrone lavora ormai da molti anni «intorno» al libro. La sua ricerca parte da libri èditi che vengono da lui via via spogliati del loro contenuto scritto ed ingessati tramite un procedimento particolare per essere trasformati infine in libri bianchi, in «forma universale» di libro. Questa per Perrone è la «materia» che diventa suscettibile ad essere declinata in una miriade di installazioni per assurgere così alla forma di scultura vera e propria.

Il libro bianco, nel suo immobile candore, continua a «raccontare» la sua storia ma non più attraverso un segno impresso come la scrittura, bensì tramite un concetto, che la sua forma esprime così che le sue pagine «liberate dal peso delle parole» diventano simboli capaci di suggerire un’emozione, un messaggio.

Nel caso di Totem 150, voluto e pensato in occasione di Artelibro Festival del Libro d’Arte per celebrare il 150esimo anniversario dell?Unità d’Italia, i 150 volumi impilati uno sull?altro verso una vetta metaforica, sono scelti tra quelli che hanno segnato la crescita culturale del nostro paese ed assurgono pertanto a simbolo culturale ed identitario della «tribù degli italiani». La Divina Commedia di Dante, Il Decamerone di Boccaccio, Il Cantico delle Creature di San Francesco, Le avventure di Pinocchio di Collodi, Le tigri di Mompracen di Salgari, Cuore di Edmondo De Amicis, I Promessi Sposi di Manzoni, Lettere dal Carcere di Gramsci, Cultura e vita morale di Croce, Memoriale di Paolo Volponi, La Storia di Elsa Morante, Lettere a una professoressa di Don Milani, Ragazzi di vita di Pasolini, Mistero buffo di Dario Fo, Tre poesie e alcune prose di Roberto Roversi, Cappuccetto verde di Bruno Munari e alcuni più recenti come Ti saluto mio secolo crudele di Ceronetti, Gomorra di Roberto Saviano e altri 132 tra i quali il Dizionario della Lingua Italiana e una copia della nostra Costituzione.

Il vertiginoso totem bianco si tinge di un’aurea metafisica, come dice Perrone: «il bianco che tutto ricopre, magica somma di tutti i colori ed estrema misura di sintesi, fa sì che ogni libro bianco, colto nella sua essenza, gridi in silenzio per essere letto altrimenti».

Perrone ci consegna pertanto un totem calato nella contemporaneità ma le cui fondamenta sono da rintracciarsi nella storia culturale del nostro popolo a rappresentare una sintesi di pensiero, scrittura, evocazione che ci fa riflettere sul nostro cammino passato, presente e futuro guardando verso una vetta in fieri alla quale già oggi potremmo aggiungere un libro bianco in più.

 

Totem 150 di Lorenzo Perrone
A cura di Eli Genuizzi Sassoli De’ Bianchi
Bologna, Salaborsa – Piazza coperta
17-28 settembre 2011