Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

 

La Galleria dell’Incisione di Brescia.

Una prova che dura da 40 anni

Valentina Marano

George Grosz
(Berlino 1893 - 1959)
Martin
1935
Matita su carta
cm 72,7x48

Una galleria specializzata in incisione e grafica. Chiara Fasser si è ritagliata un’interessante fetta di mercato nel mondo delle gallerie d’arte, coltivando con passione una personale linea estetica. Cresciuta in un ambiente familiare già aperto ad esperienze in campo musicale e più in generale artistico, nel 1972 si laurea in storia dell’arte. Conosce il direttore della Galleria dell’Incisione di Milano, Elio Palmisano, uno tra i primi in Italia ad esporre opere delle avanguardie russa e ungherese, del simbolismo cecoslovacco e ad ottenere grande successo con mostre dedicate alla secessione viennese e all’espressionismo tedesco. Il gallerista le propone l’apertura di una succursale a Brescia. La signora Fasser vive in una città periferica, tuttavia sono anni di grande fermento culturale e sociale, e decide di fare un tentativo. La galleria si avvia facilmente, grazie ai contatti di Palmisano che le propone mostre importanti senza che inizialmente sia necessario un personale lavoro di ricerca della fondatrice. Il lavoro cresce rapidamente: e mentre Palmisano cambia ambito di attività, Chiara Fasser intreccia prolifici rapporti professionali con Emilio Bertonati della Galleria del Levante, una «figura dominante nella vita artistica Milanese», un sottile spirito critico che si espresse «in una raffinata attività mercantilistica, con cui Bertonati assunse la leadership di quel gusto che allora si diceva del “modernato” e consisteva nel condurre tempestivi rilanci di un passato recente».[Renato Barilli, Lasciò Architettura per scoprire talenti, «Corriere della Sera», 28 agosto 2000.] Ed è Bertonati, con il suo rilancio della corrente della Nuova oggettività, e soprattutto della variante più rara e sofisticata di quel clima, il Realismo magico, a riscoprire e promuovere personaggi e movimenti pittorici fino a quel momento pressoché ignoti quali Christian Schad, Rudolf Schlichter, lo Jugendstil, le avanguardie russe e ungheresi, la secessione di Dresda, la fotografia.

Utagawa Hiroshige
(Edo 1797 - 1858)
Barca da pesca con rete pesca delle sogliole
Vedute di sessanta province
1853
Xilografia
Titolo originale: “Wakasa, Gyosen Karei-ami”
Dalla serie: “Rokuj?-yosh? meisho zu-e”

Dopo la prematura dipartita del gallerista, Chiara Fasser porta avanti in autonomia la propria attività inserendosi nel solco di quegli stessi interessi e ambiti di ricerca. Le mostre dei primi anni sono dedicate a nomi del primo novecento tedesco e mitteleuropeo: Max Klinger, George Grosz, Werner Tübke, Rudolf Schlichter, Karl Hubbuch. Rimarrà questo uno degli ambiti di ricerca più caratteristici di tutta la sua attività da gallerista. Dopo un’inizialmente tiepida accoglienza, si crea uno ‘zoccolo duro’ di amanti del genere che graviterà con costanza attorno alle iniziative della galleria per i successivi quarant’anni, una comunità legata dai medesimi gusti che vede nella galleria un punto di riferimento non solo per operazioni commerciali ma più in generale un luogo di proposizione di interessanti correnti e sperimentazioni artistico-culturali.

Karl Hubbuch
(Karlsruhe 1891 - 1979)
Donna inginocchiata
Inchiostro su carta velina rigata
cm 23x21,5

La galleria ha ormai raggiunto una sua autonomia, tanto estetica quanto commerciale. Chiara Fasser è donna di ingegno multiforme e, sin dall’avvio della sua attività, aperta alle sperimentazioni. Dagli anni ottanta prende avvio un nuovo filone di indagine, quello sull’arte giapponese, in particolare delle xilografie che tanto condizionarono l’attività artistica in Europa tra fine otto e inizio novecento.

Max Klinger
(Lipsia 1857 - Grossjena 1920)
Ex libris Anna Berger
1919
Acquaforte e acquatinta
cm 10,7x7,8
Vivian Maier
(1926 - 2009)
New York, NY
n.d.
Stampa ai sali d'argento
cm 30,5x30,5

A questo si aggiungono alcune mostre di scultura, nell’intento di promuovere soprattutto giovani nomi.

Negli anni novanta trova spazio anche la fotografia: durante un viaggio a Napoli la signora resta colpita da un’esposizione di Ferdinando Scianna. Si avvia un importante sodalizio professionale che vede mostre di suoi scatti (Bestie, 1998), e la sua curatela per esposizioni e saggi critici dedicati ad altri fotografi come Elliott Erwitt (2004) e Florence Henri (2006) o ad artisti del calibro di Fausto Melotti (2009). Anche in questo ambito non manca l’interesse verso casi particolari, di nicchia: ben lo testimonia la recente esposizione dedicata a Vivian Maier, fotografa statunitense rimasta sconosciuta sino alla sua scomparsa quando, grazie ad una vendita all’asta, diventa un caso nel mondo della fotografia e dell’arte.

Emil Orlik
(Praga 1870 - Berlino 1932)
L'incisore su legno
1900-1901
Litografia a colori
cm 22x19
Guido Pigni
(Milano 1966)
L'albero degli occhi
2007
Acrilico su carta e su tela
cm 40x30

Altro comparto di indagine, probabilmente quello che più naturalmente discende dagli orientamenti originari della galleria: l’illustrazione. Hanno esposto in questo spazio i principali vignettisti e illustratori italiani contemporanei: Altan, Staino, Tullio Pericoli, Lorenzo Mattotti, Guido Pigni, Franco Matticchio.

Rudolf Schlichter
(Calw 1890 - Monaco 1955)
Gatto di profilo

Matita
cm 29,5x20,5

La galleria espone abitualmente in occasione della manifestazione bolognese Arte Fiera e da alcuni anni ha aggiunto in calendario anche la partecipazione al Festival Artelibro. Il suo pubblico, sin dalla sua nascita, è caratterizzato da un cotè culturale di alto profilo che ben apprezza le iniziative che spesso affiancano l’inaugurazione delle mostre, con la realizzazione di concerti (in galleria è presente un clavicembalo, recentemente suonato in occasione della mostra dedicata all’incisore ungherese Liszt) e presentazioni degli amati autori minori (Klinger, Cambellotti, i simbolisti cecoslovacchi). La sua eterogeneità rispecchia quella delle esposizioni proposte dalla galleria. Negli ultimi anni un pubblico più giovane si sta affiancando al collezionismo maturo, da un lato per l’interesse che naturalmente suscitano le ricerche originali e in costante aggiornamento sui tempi proposte dalla galleria, dall’altro probabilmente anche perché le opere di grafica restano, in alcuni casi, più economicamente accessibili rispetto ad altre tecniche artistiche.

Ferdinando Scianna
(Bagheria 1943)
Caltagirone
1983
Fotografia

Infine c’è una piccola collezione che non è in vendita: è una sorta di archivio personale, in cui Chiara Fasser ha conservato i pezzi che riteneva imperdibili anche per una persona della sua professione. Alcuni di questi sono stati prestati anche in occasione di mostre nei musei cittadini. Un felice caso di collaborazione tra pubblico e privato.

Sergio Staino
(Piancastagnaio 1940)
Dove siamo?
2006
Inchiostro
cm 14x18,5