Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

 

Artelibro Festival del Libro e della Storia dell’Arte.
«Italia: terra di tesori»

Raffaele Quattrone

L’Italia è la nazione che detiene il maggior numero dei siti inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità (UNESCO). Un patrimonio, quello culturale italiano, molto particolare in quanto non solo racchiuso in musei o sedi istituzionali ma diffuso nelle città e nel territorio. Una ricchezza unica quindi non solo nella quantità ma soprattutto nella qualità dei suoi tesori frutto di secoli di civiltà e se vogliamo anche di cittadinanze come è solito affermare Salvatore Settis.

Eppure questa sensibilità che nei secoli ci ha sempre con-traddistinto, nella contemporaneità diventa meno sentita. Quel patrimonio straordinario è percepito come un vincolo e non una risorsa. Quel patrimonio così unico ed incomparabile è il nostro ‘petrolio’ e dovrebbe essere il leit motiv della nostra economia. È questa la sfida culturale, economica e politica del nostro futuro ed è questo il tema della nuova edizione di Artelibro che in occasione dell’undicesima edizione rinnova la sua formula ampliandosi in un più ambizioso Festival del Libro e della Storia dell’Arte in forza di un gemellaggio con il Festival de l’Histoire de l’Art di Fontainbleau.

Giulio Paolini, Studio per Immacolata Concezione, 2008. Opera presentata da Galleria Studio G7 nell’ambito di Programma Italia.

Coinvolgendo le istituzioni culturali del territorio Artelibro sceglie come tema di quest’anno «ITALIA: TERRA DI TESORI» rimandando alla necessità di ‘riscoprire’ le meraviglie artistiche e culturali del nostro Paese per conservare e valorizzare un patrimonio unico ed incomparabile. Con questa finalità ad aprire il Festival ci sarà la lectio magistralis Italia, tesoro di terre e menti, da ricreare di Andrea Carandini, presidente del FAI – Fondo Ambiente Italiano ed a seguire una serie di lezioni di storia dell’arte sia italo-francesi come quella di Antoinette le Normand-Romain, presidentessa dell’Institut National pour l’Histoire de l’Art e di Florence Buttay, direttrice del Festival di Fontainebleau sia italiane come quella promossa dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna che in collaborazione con Casa Carducci organizzerà un incontro dedicato alla Prima Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea svoltasi a Bologna nel 1948 suscitando aspre critiche da parte di Palmiro Togliatti ed alimentando il vivace dibattito dell’epoca tra Realismo ed Astrattismo.

Al tradizionale appuntamento con l’editoria d’arte nella grande mostra-mercato di Palazzo Re Enzo contribuiranno i librai antiquari ALAI-Associazione Librai Antiquari d’Italia, storici partner, gli editori di pregio e di libri d’artista e le Gallerie d’Arte moderna e contemporanea italiane con una sezione espositiva specifica dal titolo PROGRAMMA ITALIA. Miti, Archetipi, Nuove Iconografie a cura di Sergio Risaliti. Ulteriore novità la mostra Capolavori delle Collezioni d’arte della Fondazioni di origine bancaria italiane. La Veduta di Verona con Castelvecchio e il ponte Scaligero da monte dell’Adige di Bernardo Bellotto dalla Fondazione Cariverona a cura di Marco Carminati con l’intento di indagare il patrimonio ancora poco conosciuto conservato dalle Banche e dalle Fondazioni di origine bancaria italiane.

Il libro d'artista di Giorgio De Chirico nell'ambito della mostra AlfaZeta

Particolarmente prestigiosa la mostra La scrittura splendente. Tesori manoscritti dalle biblioteche italiane allestita presso la Biblioteca dell’Archiginnasio con alcuni tra i massimi capolavori dell’arte libraria. Qui sarà possibile ammirare la Bibbia realizzata tra il 1455 ed il 1461 per Borso d’Este, Duca di Ferrara, definita il ‘libro più bello del mondo’, un capolavoro assoluto della miniatura italiana del Rinascimento oggi conservato alla Biblioteca Estense di Modena. Ci saranno inoltre la Bibbia di Marco Polo proveniente dalla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, il manoscritto Vita Christi di Ludolphus de Saxonia, una delle opere più prestigiose della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Accanto agli originali un tavolo interattivo consentirà di sfogliare digitalmente i preziosissimi volumi, tra cui anche il Codex Purpureus Rossanensis, straordinario codice del V secolo in porpora ed argento.

“La scrittura splendente”, Bibbia di Borso d'Este della Biblioteca Estense di Modena

Inoltre ‘guide turistiche’ d’eccezione porteranno i visitatori a riscoprire grandi gioielli artistici di Bologna. Tra queste Cristina Acidini, Sovrintendente per il Polo Museale di Firenze, parlerà delle sculture di Michelangelo nella Basilica di San Domenico, Vittorio Sgarbi illustrerà il Compianto del Cristo morto di Niccolò dell’Arca ospitato nella Chiesa di Santa Maria della Vita e Luigi Ficacci, Sovrintendente per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini terrà una lezione sul dipinto L’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Alcuni incontri infine saranno dedicati all’architettura ed all’urbanistica. In uno di questi Massimiliano Fuksas presenterà l’incontro Dieci piccoli indiani prendendo spunto dal celebre libro di Agatha Christie. In questa occasione dieci opere diverse tra loro e legate da un unico filo conduttore ideale ed estetico verranno presentate per mostrare un’Italia attiva e positiva vincente sul terreno della creatività, della fantasia e della qualità.

Veduta della mostra-mercato di Palazzo Re Enzo

Un programma ambizioso quindi che ben si inserisce in un quadro culturale come quello italiano nel quale le iniziative di sensibilizzazione al patrimonio culturale nazionale partono sempre più dall’iniziativa privata ed indipendente e sempre meno dagli enti pubblici e dai rappresentanti politici. La cultura è un cibo, una pietanza, una risorsa indispensabile per la nostra crescita ed il nostro benessere. Farne senza significa morire. La cultura ha quindi tutte le potenzialità per essere cruciale per il futuro del nostro paese e sarebbe sicuramente un valido investimento per uscire dalla crisi (non solo economica, ma di metodo, di valori) che da diversi anni ci attanaglia. In un mondo diviso, economizzato ed individualizzato come quello attuale l’unica possibilità per il futuro è quella di mettere al centro la cultura perché per usare le parole di Hans-Georg Gadamer «la cultura è l’unico bene dell’umanità che diviso tra tutti anziché diminuire diventa più grande».