Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

 

I Codici del Reale Collegio di Spagna.
In occasione del 650° dalla sua fondazione

Enrica Coser

Dal 29 settembre al 6 ottobre 2014 nei locali della Casa de Cervantes del Reale Collegio di Spagna è stata ospitata la mostra I Codici del Reale Collegio di Spagna, offrendo l’opportunità di ammirare alcuni tra i codici manoscritti più notevoli della biblioteca del Collegio.

Sezione dedicata ai documenti del Cardinale Gil de Albornoz

L’esposizione è stata organizzata dal Reale Collegio di Spagna e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna nell’ambito delle celebrazioni del 650° anniversario dalla fondazione del Collegio. Il 29 settembre 1364, il Cardinale Gil de Albornoz dettò il suo testamento nel quale dispose che venisse costruito un collegio che fosse chiamato domus hispanica, vicino alle scuole, con giardino e una cappella dedicata a San Clemente, con rendite sufficienti ad assicurare il mantenimento di ventiquattro studenti e due cappellani, istituendolo erede universale di tutti i suoi beni. Si tratta della più antica istituzione denominata ‘spagnola’ un secolo e mezzo prima dell’unificazione dei regni che costituirono la moderna Spagna e ad oggi è l’unico collegio medievale ancora attivo in tutta l’Europa continentale.

Sezione dedicata alle opere di teologia, filosofia, storia e autori classici

La biblioteca, che è considerata la più antica fra quelle a scopo accademico d’Italia, fu il modello delle successive raccolte librarie inte-grate in un edificio universitario. Venne istituita contestualmente alla fondazione del Collegio, cui il Cardinale volle donare i suoi libri «tam iuris canonici, quam civilis et quarumcunque aliarum facultatum».

RABANVS MAVRVS, De laudibus sanctae crucis.
MS 12 Sec. X-XI, membr.

Alla composizione del nucleo originario, di cui abbiamo notizia attraverso due elenchi del 1365 e del 1369, è riconducibile solo una minima parte degli esemplari attualmente presenti nel fondo, che annovera 288 codici di cui 175 di argomento giuridico e 113 di argomento filosofico, teologico, storico e scientifico, cui va aggiunto il manoscritto appartenuto a Carlo Broschi ‘Farinelli’, Descripción del estado actual del Reat Theatro del Buen Retiro ([Madrid], 1758). Ad esso, dopo una prima dispersione avvenuta nei primi anni di vita dell’istituzione albornoziana, si sono aggiunti, nella graduale stratificazione delle raccolte librarie della biblioteca, in particolare tra Quattro e Cinquecento, numerosi codici splendidamente miniati e di varia provenienza. Le ornamentazioni sono opera dei maestri della scuola bolognese come il ‘Maestro del 1346’, Niccolò di Giacomo e Stefano degli Azzi, il ‘Maestro di Gerona’[Per un approfondimento sui codici miniati dai maestri della scuola bolognese si rinvia a: La memoria ornata. Miniature nei documenti bolognesi dal XIV al XVIII secolo.], ma anche ascrivibili all’ambito ferrarese, del centro Italia e d’Oltralpe, talvolta in una compresenza di mani di ambienti diversi.

Rodericvs Ximenez de Rada, Historia Gothica.
MS 140 Sec. XIV, membr.

Il percorso espositivo si apre con una selezione di documenti riguardanti il Cardinale Albornoz a partire dalla redazione manoscritta più antica che si conosce delle Constitutiones Aegidianae di epoca albornoziana, che costituisce un ampio frammento delle norme promul-gate dal Cardinale a Fano nel 1357 per tutto lo Stato della Chiesa. Vi fa seguito, quale atto di fondazione del Collegio, la pergamena contenente il testamento che il fondatore detta al notaio Fernando Gómez de Pastrana in Ancona presso la Rocca papale di S. Cataldo il 29 settembre 1364, e una Biblia vulgata della prima metà del XIV secolo con miniature di scuola bolognese, appartenuta al Cardinale.

Sezione dedicata ai manoscritti giuridici che contengono tra l’altro preziosi esemplari della Magna Glossa accursiana e del Decretum Gratiani.

Ai documenti albornoziani segue una sezione relativa ai codici di argomenti diversi contenenti opere di teologia, filosofia, storia e di autori classici, fra cui si segnalano il manoscritto recante il De Laudibus sanctae crucis di Rabano Mauro, il più antico di tutto il fondo, databile fra il X e l’XI secolo, le Epistulae morales ad Lucilium, risalente alla prima metà del XII, con miniature di ambito toscano, ma anche la famosa Historia gothica di Rodrigo Jiménez de Rada, 1256, che narra la storia della Penisola Iberica dai primi popoli al 1243 e la cui datazione segue lo stile dell’era ispanica.

DOMINICVS DE SANCTO GEMINIANO, Comm. in secundam partem Sexti
MS 214 Sec. XV, cart. e membr.

Nell’ultima parte, dedicata ai manoscritti giuridici, che rappresen-tano la parte più consistente del fondo, si possono ammirare tra l’altro pre-ziosi esemplari della Magna Glossa accursiana e del Decretum Gratiani come attestazione del ruolo assunto dall’Università di Bologna e dallo studio del diritto romano-canonico nella formazione della cultura europea.

Infortiatum cum glossa ACCVRSII
MS 284 Sec. XIVin., membr.

I codici risultano talvolta compilati da collegiali, come nel caso del cartaceo MS 119, risalente alla seconda metà del Quattrocento, contenente la Lectura super titulos De officio et potestate iudicis delegati di Andrea Barbazza, finito di scrivere nel 1469 da tre allievi, fra i quali Pedro de Capillas, cui probabilmente appartiene lo stemma posto nella prima carta. I manoscritti universitari offrono nelle ornamentazioni e nei riquadri istoriati uno scenario straordinariamente eloquente della cultura e della vita medievale e testimoniano il noto legame del fondatore con gli esponenti più in vista della scuola bolognese intorno alla metà del Trecento.
Ad indicare l’appartenenza al nucleo bibliografico originario e la provenienza di alcuni degli esemplari esposti, si è scelto di porre a lato dei manoscritti che presentano note di possesso autografe del Cardinale Albornoz, le riproduzioni fotografiche delle annotazioni, corredate della trascrizione del testo.

Arbores consanguinitatis et affinitatis cum lectura Ioannis Andreae super eis
MS 279 Sec. XIV, membr.

Il percorso espositivo si conclude con una postazione multimediale, attraverso la quale il visitatore ha la possibilitā di scorrere alcune fra le immagini pių suggestive, tratte dai codici esposti e che, per l’intera raccolta, sono consultabili on-line nell’ambito del Progetto Irnerio (<irnerio.cirsfid.unibo.it>), sviluppato dal CIRSFID - Centro Interdi-partimentale di Ricerca in Storia del Diritto, Filosofia e Sociologia del Diritto e Informatica Giuridica «A. Gaudenzi e G. Fassò».