Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

 

Titolo l’edito inedito.
Un progetto di Francesco Carone

Irene Guzman

Il progetto espositivo itinerante Titolo l’edito inedito nasce dalla passione dell’artista senese Francesco Carone per i libri e per l’editoria in generale. Si tratta di un’opera unica ma anche di una mostra, di una collezione e, nello stesso tempo, di una biblioteca che cresce nel corso delle dieci puntate previste (denominate anche capitoli), ognuna delle quali occupa una sede espositiva diversa.

Cristian Chironi DK (video), 2009, DVD. 16.9 Courtesy collezione Anna e Francesco Tampieri, Modena

Per l’esattezza Titolo l’edito inedito č un’opera in forma di mostra. All’interno di questa mostra sono presenti opere di Francesco Carone ma anche di altri artisti visivi, tutte accomunate dalla medesima indagine.

Questa indagine è basata sulle declinazioni dell’idea di ‘prodotto editoriale’, ma esclude categoricamente sia i libri d’artista che le innu-merevoli rappresentazioni del libro come oggetto con la sua valenza estetica e con il bagaglio di significanti e significati che in sé racchiude. Il progetto dunque si distanzia da tante mostre sul tema del libro attraverso un taglio ben preciso: la scelta è sempre indirizzata verso opere dove sia in evidenza almeno un libro realmente esistente, ed effettivamente editato.

Un libro che esista da prima e al di là dell’opera stessa.

Eugenia Vani pag. 161, La depurazione dei colori, 2014, olio su tela. Courtesy l’artista.

Le pubblicazioni devono in qualche modo essere importanti per l’artista o per la comprensione dell’elaborato artistico o anche solo per la sua realizzazione. Ne risultano opere costruite modificando, raffigurando, stravolgendo, fotografando, collezionando libri o prodotti editoriali reali e chiaramente rintracciabili. Il progetto Titolo l’edito inedito dunque, può idealmente funzionare anche come una sorta di rubrica di ‘consigli per la lettura’ di libri selezionati dagli artisti presenti.

Questa collezione potenzialmente illimitata avanza aumentando, di volta in volta e in contesti diversi, presentando le opere dei precedenti ‘capitoli’ accostate e allestite nuovamente assieme alle nuove, seguendo proprio la logica di una biblioteca: giorno dopo giorno vengono acquisiti nuovi volumi di nuovi autori e quelli già presenti sugli scaffali dovranno stringersi e riorganizzarsi per lasciar spazio ai nuovi arrivati o per colmare le assenze dei titoli assenti perché in prestito o addirittura mai restituiti. Dovranno spostarsi perché l’ordine alfabetico dei titoli abbia una logica ed essere riordinati perché la biblioteca sia fruibile nel migliore dei modi.
In questo progetto, infatti, l’allestimento è un elemento fondamentale. Facendosi influenzare e sfruttando le caratteristiche architettoniche, cromatiche e di luminosità della sala, della galleria o del museo che, capitolo dopo capitolo, ospita il progetto, Francesco Carone immagina allestimenti che raccontino vagamente già da soli una ‘storia nuova’ o perlomeno che riescano a suggerire uno stile, ovvero l’atmosfera adatta al ritmo necessario per la lettura più che a quello per la fruizione di opere d’arte visiva. Quest’attenzione verso l’allestimento degli elementi della mostra, deriva dalla convinzione della sua importanza, tale da condizio-nare il risultato della mostra stessa, tanto quanto la qualità delle opere ivi contenute. L’allestimento diventa qui ancora più importante e integrato all’opera in quanto il progetto si presenta esso stesso come un’opera costituita dall’accostamento di opere diverse.

Francesco Carone Epilogo, 2008, 128 edizioni italiane di Mody Dick (work in progress). Courtesy l’artista

Nel primo capitolo di questo progetto intitolato Il salottino, rea-lizzato in occasione dell’iniziativa MadeinFilandia nella campagna di Pergine Valdarno (AR), Francesco Carone ha raccolto e accostato alcune opere di Luca Bertolo, Luca Pancrazzi, Carlo Guaita, Marco Neri, Ema-nuele Becheri, Cristian Chironi, Adriano Nasuti-Wood, oltre naturalmente ad una sua: quest’ultima si presenta nella forma dell’intera mostra in progress, e contine a sua volta un’altra opera di Carone costituita da una collezione, anch’essa in progress, di tutte le edizioni italiane di Moby Dick che l’artista è riuscito a trovare. Se Luca Bertolo ha corretto tramite la pittura una copertina di un libro modificando il titolo da L’inferno esiste a L’inverno esiste, Luca Pancrazzi ha esposto due manifesti realizzati qualche anno fa per il bookshop del Palazzo delle Papesse a Siena: vi sono stampati degli elenchi di libri selezionati per importanza ‘formativa’ da un certo numero di artisti. Di Carlo Guaita sono stati esposti tre interventi su libri: un piccolo libro e due copertine sono stati ‘macchiati’ con resine e inchiostri. Marco Neri ha copiato a tempera alcune pagine di libro sostituendo alle righe di testo delle pennellate lineari continue e tremo-lanti, mentre di Emanuele Becheri è stata scelta una fotografia in bianco e nero incorniciata che ritrae un ritrovamento, in un guardino di Londra, di un pacco di riviste «Beaux Arts», che qualcuno evidentemente aveva seppellito anni prima. A Cristian Chironi è stato chiesto un video che documenta una sua azione svoltasi in alcune librerie: la telecamera segue e riprende l’artista che con disinvoltura ruba una pagina da alcuni libri su Antonio Canova. Adriano Nasuti-Wood ha invece oscurato con la pittura ad olio due pagine di un’edizione di Art Now del 2010 e vi ha poi affiancato accanto una pietra di granito con alcune parti dipinte a grafite.

Luca Bartolo, L’inverno esiste. Prove ed esempi, 2008, acrilico su libro. Courtesy l’artista

Il secondo capitolo, intitolato Il giardino d’Inverno è stato invece presentato nello spazio di Casabianca a Zola Predosa (Bo) e alle opere degli artisti del primo capitolo, si sono aggiunte quelle di Chiara Camoni, Maurizio Mercuri, Concetta Modica, Eugenia Vanni, Francesco Bernardi e Michelangelo Consani. Chiara Camoni ha lavorato a quattro mani con sua nonna chiedendole di ‘copiare’ a mano alcuni testi di filosofia: in mostra è stata esposta la trascrizione del libro primo delle Metamorfosi di Ovidio.

Maurizio Mercuri ha esposto due suoi lavori dove interviene a lapis su alcune pagine di due libri, completando le parole interrotte in fondo al rigo di testo per andare a capo nella riga inferiore, inserendo parole senza nessun apparente senso e creando così uno straniamento surreale.

Luca Pancrazzi, Art books chosen by artists, 2003-04, offset su carta. Courtesy l’artista.

Concetta Modica ha presentato un lavoro in cui ha strappato tutte le introduzioni dei libri di casa sua e le ha rilegate insieme. Di Eugenia Vanni è esposto un ritratto ad olio della coperta di un vecchio manuale per dilettanti di pittura. Francesco Bernardi fa dei ritratti fotografici alle persone attraverso una scelta di libri estratti dalle loro biblioteche: l’artista ha inserito in mostra uno di questi ritratti e si è offerto di realizzare il ritratto di Anteo Radovan, ideatore dello spazio Casa Bianca, disponendo la selezione dei libri che ha scelto dai suoi scaffali, su di una piccola mensola anni ‘60. Il lavoro di Michelangelo Consani consta di un libro con riproduzioni di vecchie foto in bianco e nero di marinai, che l’artista ha tagliato e piegato morbidamente su se stesse come se fossero onde.

Le opere degli artisti mantengono la propria autorialità e il proprio titolo originario, come riporta la didascalia. Le opere non vengono in nessun modo stravolte, cambiate o interpretate. Sono esposte senza nes-suna variazione ma concorrono alla formazione dell’intero progetto, che si prospetta a sua volta come un’opera unica.

Michelangelo Consani, Ancora ancora la nave in porto, 2010, libro e pagine piegate. Courtesy l’artista

Al termine di ogni edizione, Francesco Carone scrive un racconto breve. Non una descrizione di ciò che è accaduto ma un vero e proprio racconto di finzione dove inevitabilmente però confluiscono anche tutti quegli stati d’animo, quelle impressioni, quelle suggestioni che lo hanno accompagnato nei giorni dell’organizzazione della mostra. Racconti in parte ispirati all’atmosfera e allo stile che ha cercato di volta in volta di creare attraverso l’istallazione delle opere.

La prossima tappa della mostra sarà a Milano in occasione della fiera d’arte contemporanea Miart (10-12 aprile 2015). Una volta arrivati al decimo ed ultimo capitolo, in cui verranno riconsegnate definitivamente le opere ai legittimi proprietari, i 10 racconti costituiranno un’unica raccolta che sarà pubblicata secondo i criteri e i canali canonici distributivi dell’edi-toria. Il cerchio che era partito dai libri che avevano ispirato le opere degli artisti si chiuderà dunque in un libro assolutamente reale.