Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

 

Una scultura ad ogni pagina

Emanuela Ferro

 

La mostra allestita nelle sale del MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di Tradizione con i manufatti lignei e la corrispondente rielaborazione in chiave pop-up (foto di Paolo Picciotto).

Le biblioteche civiche genovesi Berio e De Amicis hanno ospitato dal 25 novembre 2015 al 6 marzo 2016 una mostra del MAV – Museo dell'Artigianato Valdostano di Tradizione con sede a Villa Montana, a pochi passi dal castello di Fénis (presso Aosta). L’esposizione, allestita nel Museo nell’estate 2015 e arricchita da laboratori a tema, voleva proporre ai visitatori una lettura alternativa in chiave pop-up di alcuni manufatti lignei simbolo del Museo (il galletto, la culla, la maschera, il tatà, le cornaille), grazie al coinvolgimento di Maurizio Loi, paper designer genovese, che ha progettato i modelli in carta e curato l’esposizione insieme a Nurye Donatoni, conservatore responsabile del MAV. L’edizione genovese nasce dall’attenzione per il mondo del pop-up che da tempo caratterizza le attività della Biblioteca internazionale per ragazzi De Amicis [Tra le iniziative più recenti si ricordano la mostra dedicata a Vojtech Kubašta (Vojtech Kubašta. Magie di carta di un artista praghese, La Spezia, Giacché, 2011), il dossier Guardare le figure tra pop-up e illustrazione, pubblicato sulla rivista «LG Argomenti», XLVIII, 2012, 1-2 e la mostra Architettura della lettera. Dai primi incunaboli ai libri pop-up (Genova, Biblioteche Berio e De Amicis, 7 maggio - 13 giugno 2014) recensita in ANNA GIULIA CAVAGNA, Segni e disegni: tra carte, libri, alfabeti, lettere e giochi, «La Berio», LIII, 2013, 1-2, p. 75-82.], che ha quindi accolto integralmente la proposta del MAV, valorizzando l’aspetto didattico dell’iniziativa, grazie all’esposizione, accanto ai manufatti lignei valdostani all’origine del progetto, dei pop-up creati da Maurizio Loi, delle opere dei giovani allievi di una scuola primaria valdostana e delle opere prodotte al MAV nel corso di laboratori dedicati agli utenti del centro diurno «Arc en ciel» di Aosta. Inoltre, come consuetudine, la Biblioteca ha ideato numerose attività laboratoriali a tema per bambini e adulti con la collaborazione degli artisti e illustratori genovesi e valdostani che hanno partecipato al progetto [Una scultura ad ogni pagina (workshop di Maurizio Loi); Strani animali in collage (laboratorio di Fereshteh Najafi); Presepi 3D (laboratorio di Lucrezia Giarratana); Un museo nella testa (laboratorio di Alessandra Cavalli); Diamoci un taglio (laboratorio di Fulvio Vicquéry); Animali in 3D (laboratorio di Christophe Vietti).].

 

La mostra negli spazi della Biblioteca De Amicis (foto di Maurizio Loi).

 

Alla Biblioteca Berio tutti gli artisti hanno interpretato il tema dell’aquila: intorno a un volume dell’Ornitologia di Aldrovandi erano esposti il pop-up in cartone di Loi, un intaglio su carta di Vicquéry, due sculture lignee di Diemoz e una scultura cartacea di Vietti (foto di Maurizio Loi).

La sezione pensata per la Biblioteca Berio ha invece assunto caratteri del tutto originali. Nata per dar spazio, nella Sala di lettura Fondi antichi, ad alcune opere di legno e di carta di artisti valdostani, parte del percorso museale permanente del MAV, ma in sintonia con i pop-up dell’esposizione temporanea, si è trasformata in un dialogo fecondo con le collezioni librarie antiche della Biblioteca. Poiché molte delle opere contemporanee esposte raffiguravano la fauna alpina, sono stati sottoposti agli artisti alcuni testi antichi di argomento naturalistico, che hanno ispirato nuove creazioni, appositamente realizzate per l’edizione genovese. Le opere di Giorgio Diémoz, artigiano che sa trovare (e rivelare grazie a minimi interventi scultorei per delineare un becco, un occhio, uno strato di piume) rapaci e altri uccelli ‘nascosti’ in legni esausti [Ex guardia forestale e appassionato di volo in deltaplano e aliante, Giorgio Diémoz raccoglie e lavora legni (preferibilmente larice, cirmolo e ginepro), trasformando rami, radici e nodi modellati dalla natura nel tempo in volatili e altri animali.], la contestuale rilettura pop-up di Maurizio Loi, le sculture tridimensionali di carta del giovane designer Christophe Vietti [Si tratta di sculture in cartoncino realizzate con la tecnica della piegatura positiva-negativa a partire da soggetti originali modellati in 3D a computer.] e i ‘quadri’ di carta intagliata di Fulvio Vicquéry [Già graphic designer e pittore, Fulvio Vicquéry da alcuni anni si dedica alla tecnica dell’intaglio su carta realizzato con bisturi e forbice, arte popolare nell’Europa settentrionale oltre che in Cina e in Giappone.] hanno trovato posto accanto e all’interno delle bacheche che ospitavano le edizioni illustrate di Ulisse Aldrovandi [Ulisse Aldrovandi (Bologna, 1522-1605) fu uno tra i più importanti naturalisti della sua epoca. Professore all’Università di Bologna, si cimentò in una straordinaria impresa di catalogazione della realtà naturale, che lo scienziato affidò a un museo creato nella propria casa e ai 13 volumi della sua Storia Naturale (1599-1668). Del museo e della biblioteca del naturalista bolognese erano parte integrante i 17 volumi che raccoglievano migliaia di raffigurazioni di animali, piante, minerali, mostri e i 14 armadi contenenti le tavolette di legno intagliato utilizzate come matrici xilografiche per l’illustrazione dei volumi a stampa. La collezione museale e bibliografica di Aldrovandi è oggi conservata nel Museo di Palazzo Poggi e nella Biblioteca Universitaria di Bologna. Erano in mostra le opere Ornithologiae hoc est de avibus historiae libri XII (Bologna, 1599-1603), acquistata sia da Demetrio Canevari che da Giovanni Francesco Brignole Sale nel XVII secolo e presente in entrambe le collezioni ora alla Berio, e Quadrupedum omnium bisulcorum historia (Bologna, 1621), anch’essa dal fondo Brignole Sale.] e del conte di Buffon [Georges-Louis Leclerc conte di Buffon (1707-1788) nel 1739 fu nominato intendente del Jardin des plantes di Parigi, al quale dedicò tutta la sua vita, riunendovi ricchissime collezioni, aprendone le sale all'insegnamento e agli studi, fino alla trasformazione nell’attuale Muséum d'Histoire naturelle. Autore di una monumentale Histoire naturelle, pubblicata per la prima volta in 36 volumi tra il 1749 e il 1788, Buffon estese le sue ricerche in campi eterogenei, dalla matematica al calcolo delle probabilità, dalla metallurgia all’acclimatazione delle nuove specie animali e vegetali sul territorio francese. Amico (o rivale) di tutte le maggiori personalità del secolo dei Lumi, il suo successo e le sue opere hanno suscitato ammirazione e gelosie. Accanto a due edizioni italiane (Milano, 1770-1773; Venezia, 1782-1791), era in mostra la copia dell’edizione francese della Histoire naturelle (Parigi, 1785-1790) donata dal barone Georg Gustav Wrangler, diplomatico al servizio di Gustavo III re di Svezia, ad Anna Pieri Brignole Sale, come testimonia la dedica sul frontespizio di ogni volume.].

 

Il gallo di Giorgio Diemoz tra i libri della Biblioteca Berio (foto di Maurizio Loi).

 

Alcune opere di Fulvio Vicquéry esposte nelle sale del MAV in occasione dell’edizione valdostana della mostra (foto di Paolo Picciotto).

 

Gli uccelli di Giorgio Diemoz esposti alla Berio accanto alle xilografie dell’Ornitologia di Aldrovandi (foto di Maurizio Loi).

Le mostre bibliografiche della Berio sono in primo luogo finalizzate a far conoscere ai cittadini genovesi le collezioni librarie patrimonio della Città e ad avvicinare alla storia del libro un pubblico di non specialisti: anche in questa occasione particolare il criterio che ha guidato la selezione dei volumi non è cambiato. Sono stati scelti due classici della storia naturale, testimoni della cultura e dell’editoria rinascimentale l’uno, dell’epoca dei Lumi l’altro, immancabili in ogni biblioteca contemporanea, esempi dell’arte della xilografia e della calcografia. E se l’affinità tra la tecnica dell’intaglio su carta e la xilografia ha ispirato a Vicquéry la creazione di una perfetta matrice di carta per la raffigurazione del daino di Aldrovandi, tale affinità ha anche suggerito un ulteriore accostamento tra alcune opere dell’artista e un raro manualetto cinquecentesco di modelli per pizzi e ricami, realizzato dal tipografo veneziano Matteo Pagano nel 1560 [La gloria e l’honore de ponti tagliati, e ponti in aere, et ponti in stora a fogliami, opera noua. Et con somma diligentia posta in luce, in Venetia per Mathio Pagan in Frezaria all’insegna della Fede, 1560, 8°.]. Così come alcuni pezzi di Vietti e Vicquéry completavano l’esposizione alla Biblioteca De Amicis, rimandando alla sezione beriana della mostra, allo stesso modo alla Berio, Maurizio Loi ha riproposto la sequenza di progettazione dei modelli pop-up, dalle forme più semplici («forme base» che introducono alle fondamentali tecniche di costruzione di pop-up) fino a forme sempre più articolate e complesse: un percorso visivo, e costruttivo, che procede dall’astrazione alla figurazione, sino a pervenire alla trasformazione delle «forme base» nelle sculture figurative che rappresentano le opere presenti nelle collezioni del MAV [Ringrazio Maurizio Loi per aver discusso con me i contenuti di questo intervento e per avermi messo generosamente a disposizione i testi e le immagini realizzati per il progetto.].

 

Gli uccelli di Giorgio Diemoz esposti alla Berio accanto alle xilografie dell’Ornitologia di Aldrovandi (foto di Maurizio Loi).

 

Il frontespizio di un volume della Histoire naturelle di Buffon con la dedica del barone di Wrangler ad Anna Pieri Brignole Sale (Biblioteca Civica Berio).

Infine, per promuovere l’esposizione e le attività correlate sono stati utilizzati anche gli spazi più frequentati della struttura (che nel 2015 ha raggiunto una media di 645 presenze giornaliere), in particolare il tunnel di entrata con pannelli ispirati alla mostra e lo spazio «BerioIdea» all’ingresso della Biblioteca, con proposte di lettura a tema.

 

La tavola dedicata all’aquila nella Histoire naturelle di Buffon (Biblioteca Civica Berio).

 

Il frontespizio del volume La gloria e l’honore de ponti tagliati, e ponti in aere, et ponti in stora a fogliami, opera noua (Biblioteca Civica Berio).

Nel mese di febbraio, una seconda mostra, nella Sala Lignea «Franchini» della Berio, ha nuovamente puntato l’attenzione sulla carta e sulle possibilità creative che essa offre come materia prima piuttosto che semplice supporto dell’opera d’arte. Marta Wrubl, artista, restauratrice e docente dell’Accademia Ligustica di Belle Arti ha esposto carte decorate e libri oggetto realizzati in dieci anni di ricerca, accanto a libri antichi provenienti dalle collezioni beriane con legature, carte di guardia e tagli decorati con le stesse tecniche riproposte dall’artista [Marta Wrubl, Carte decorate e libri oggetto, Biblioteca Berio, 12-20 febbraio 2016; la mostra si è conclusa con una dimostrazione di marmorizzazione della carta.].

 

Bacheche a tema in occasione della mostra nello spazio «BerioIdea» all’ingresso della Biblioteca Berio (foto di Maurizio Loi)