Maria Gioia Tavoni • Paolo Tinti • Paola Vecchi

 

Un quarto di secolo in punta di penna: lo sguardo al futuro dell’Associazione Calligrafica Italiana

Francesca Biasetton

Nel settembre 1991, a Milano, è stata fondata l’Associazione Calligrafica Italiana, con lo scopo di promuovere e diffondere l’arte della scrittura a mano, concepita come strumento di civiltà, cultura e crescita. Da subito ACI è diventata un riferimento e si è confermata artefice della nascita di un rinnovato interesse nei confronti della calligrafia.

Il programma dell’Associazione è cresciuto con successo anche grazie ai contatti mantenuti con analoghe associazioni calligrafiche in Europa e negli Stati Uniti, garantendo così scambi di informazioni e soprattutto la possibilità di avvalersi della collaborazione di insegnanti di riconosciuta competenza internazionale.

 

Giovanni De Faccio: maiuscole romane a pennello e variazioni sull’italico a pennino, 2007.

Nei suoi 25 anni di attività ACI ha proposto iniziative indirizzate a grafici, aspiranti calligrafi e semplici appassionati in diverse località: oltre ai rinomati corsi di calligrafia, per ogni livello, dai calligrafi principianti agli avanzati, sono state ideate visite guidate a biblioteche storiche, conferenze e il biciclettering, una biciclettata-passeggiata alla scoperta del lettering urbano, che ha visto numerose edizioni a Milano, e successivamente in altre città italiane.

ACI crede che l’apprendimento della calligrafia sia favorito attraverso il rapporto diretto con il docente, e per questo motivo le classi sono formate da un numero limitato di allievi, garantendo a tutti i partecipanti la possibilità di essere seguiti personalmente ‘al banco’. Gli incontri sono introduttivi a una materia molto estesa: la calligrafia è una disciplina vasta, i diversi stili vengono affrontati in corsi che impegnano dalle 8 alle 32 ore.

I docenti ACI sono selezionati in base a criteri di serietà professionale, hanno alle spalle un lungo e documentato percorso di formazione e sono attivi professionalmente, a conferma del fatto che non ci si improvvisa calligrafi né esistono scorciatoie per professare l’arte della scrittura manuale. A prova di ciò ogni docente utilizza per l’insegnamento il modello realizzato personalmente e non fotocopie di modelli altrui o riprodotti da libri. Ogni scrittura, infatti, anche se codificata da precise regole, rispecchia l’interpretazione dell’esecutore.

 

Pennini metallici a punta tronca.

Con il corso teorico-pratico «La calligrafia torna a scuola» ACI ha affrontato il problema dell’apprendimento della scrittura manoscritta a scuola, creando un gruppo di lavoro, con l’obiettivo di tenere viva l’attenzione per la cultura della scrittura manuale in ambito scolastico.

In occasione dei 25 anni dalla fondazione, ACI ha promosso a Milano il 25 e 26 novembre 2016 due giornate di studio, riflessione e confronto sul tema della scrittura manuale e sulle prospettive future. In un momento in cui il dibattito sulla scrittura a mano contrapposta ai nuovi strumenti digitali si fa più acceso, l’Associazione ha inteso offrire il proprio contributo con questo incontro, che ha raccolto le testimonianze di calligrafi, professionisti e studiosi esperti in vari settori, provenienti dall’Italia e dall’estero. La partecipazione è stata aperta a tutti coloro che si interessano di scrittura nel più ampio senso del termine: curiosi, appassionati, studiosi, e a chi cerca un momento di approfondimento e aggiornamento professionale.

Volendo ACI fare il punto della situazione dopo 25 anni di attività, dopo aver divulgato e insegnato a centinaia di persone un’arte che si era quasi spenta in Italia, rimangono ora gli interrogativi che riguardano il futuro della scrittura a mano nella scuola e il ruolo della scrittura a mano nella società contemporanea. Finalmente in Italia (come in Europa) assistiamo a un rinnovato interesse, anche da parte di molti giovani, per la professione del calligrafo e molti sono gli artisti che si sono affacciati sulla scena. Se quindi la calligrafia con le sue infinite possibilità creative è salva, non si può dire lo stesso per la scrittura.

 

Giuliano Bocchi: logo per i 25 anni di ACI, pennello e pennino su carta, 2015.

Da anni ACI lavora rivolgendo particolare attenzione al mondo della scuola, volendo preservare la possibilità che i nostri bambini abbiano ancora un’esperienza scrittoria positiva, ma così non è nella maggior parte delle realtà dove la scarsa preparazione, le idee precostituite e la pressione dell’informatica attaccano il diritto all’espressione scritta manuale.

Quali saranno i risultati del non saper più scrivere in corsivo o dell’introduzione del tablet nelle prime classi delle elementari? I nuovi mezzi porteranno a nuove possibilità conoscitive e creative? Cosa si perderà invece dell’umanità costruita sulla scrittura? Perché molti adulti desiderano recuperare la loro grafia? Come mai il mondo dell’editoria si sta interessando alla pubblicazione e al recupero della memoria scrittoria individuale? La scrittura manuale è una capacità innata e scontata o si rischia perderne la memoria?

 

Corso sulla scrittura gotica, a cura di ACI Associazione Calligrafica Italiana.

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che abbiamo affrontato, con la partecipazione di esperti nel settore della didattica, della calligrafia e della storia della scrittura. Alcuni interventi da parte di calligrafi internazionali ci hanno permesso inoltre di gettare luce sia sul nostro passato che su altre importanti culture, per indagare meglio le ragioni alla base della perdita di interesse verso questa disciplina e le possibili soluzioni per rivalutarla. Al convegno hanno partecipato relatori di diversa provenienza e formazione, che hanno saputo approfondire vari aspetti di questa sfaccettata arte: Ewan Clayton, calligrafo, autore e docente della University of Sunderland (GB); Giorgio Bollani, ottico optometrista comportamentale; Adriana Paolini, docente di codicologia all’Università di Trento; Monica Dengo, calligrafa e docente; Alex Barocco, graphic designer e docente di calligrafia; Benedetto Vertecchi, professore di pedagogia all’Università Roma Tre; Brody Neuenschwander, text artist. Tra loro anche due soci fondatori di ACI: Francesco Ascoli, storico della scrittura e della calligrafia, e Anna Ronchi, calligrafa e docente.

In occasione del convegno La scrittura a mano ha un futuro?, tenutosi appunto lo scorso novembre, l’Archivio di Stato di Milano ha reso accessibili i suoi tesori rivelando documenti che coprono più di mille anni di storia della scrittura. Il convegno ha riscontrato un notevole successo di pubblico e ampia attenzione della stampa, a conferma che sì, la scrittura a mano ha un futuro!